Creatività femminile al TELAF

TELAF, Fiera mercato d’arte e d’antiquariato, che da 32 anni si tiene a Maastricht, è considerata la più importante Fiera specialistica al mondo per qualità e livello delle opere in rassegna, tanto da essere definita quasi un Museo temporaneo, uno straordinario museo ove scoprire oggetti d’arte o di antiquariato, gioielli, dipinti o design.

L’arte e la qualità al centro della Fiera, come elementi che donano valore ad ogni prodotto, rendendolo unico e impreziosendo chi lo possiede.

Se guardiamo per un istante alla nostra realtà, anche una semplice tazza dipinta a mano personalizzata con disegno e poesia decorati, per esempio, porta l’arte nelle nostre case e nei nostri cuori, rendendoci così speciali: ogni oggetto è unico nel suo genere e questo ne aumenta ancor di più il valore.

I collezionisti che a marzo si recano al Maastricht Exhibition e Congress Centre, sede di TELAF, arrivano da ogni parte del mondo e sanno che possono trovare opere di grande qualità compresa l’arte contemporanea.

Peraltro, in uno scenario economico internazionale complesso e non certamente florido, ciò che ancora può attirare è la possibilità di trattare opere d’arte e prodotti d’antiquariato di altissima qualità.

Nell’edizione 2019 di TELAF, dal 16 al 24 marzo, è presente anche una tra gli artisti più interessanti e rilevanti nello scenario europeo dell’arte contemporanea, la tedesca Rosemarie Trockel, famosa per le sue istallazioni fatte a maglia, all’uncinetto o con complicati intrecci di fili che ha recuperato da antiche tradizioni di lavoro femminile.

Questo personalissimo modo di Trockel di fare arte, “facendo la calza”, ha evidenziato un femminismo atipico, provocatorio e ironico insieme. Questo perché la militanza dell’artista è nata da un confronto continuo con il mondo femminile tanto da rappresentare nelle sue opere quello che il critico tedesco Markus Tretter ha definito “femminismo amorevole”.

La riproduzione dei cosiddetti lavori da donna, ceramiche, maglie, “ready made” fatti con oggetti comuni della casa, esprime irriverenza spesso ironica nei confronti dell’uomo.

Tutti i lavori di Trockel sono il risultato di una ricerca continua nella quale la sua specializzazione in antropologia emerge, perché nulla di quello che lei fa nasce dal caso; non c’è disarmonia domestica anzi, si coglie un’arte combinatoria che smussa ogni divergenza e appiana i contrasti.

In particolare, il recupero delle tradizioni locali e dei tessuti tipici dei luoghi e il modo in cui quei materiali vengono lavorati, intende sottolineare come le cose fatte da donne sono preziose, uniche e non riproducibili, perché nate da una artigianalità di genere altamente qualificata.

Formatasi in Germania negli anni Ottanta, periodo in cui grande attenzione era rivolta alla ricerca artistica di Joseph Beuys, Trockel sente certamente l’influenza dell’idea di unità tra arte e vita che ispirava Beuys.

Egli infatti poneva sé stesso all’interno dell’opera d’arte, per sottolineare il potere antropologico di tutta l’arte, il bisogno di parlare, di comunicare, di esprimersi con qualsiasi mezzo, che ha trovato piena risposta in ogni sua opera.

Anche Trockel ha vissuto intensamente questa idea di unità tra arte e vita nella ricerca sui lavori femminili come ebbe modo di dire, “ho cercato di portare la lana, vista come un materiale femminile, al di fuori da tale contesto e di rielaborarla in un processo produttivo neutrale. Faccio uso della lana come un colore a olio o una matita.”

Il rapporto tra artista e le sue opere in Trockel è quindi espressione di questa rielaborazione di genere, attraverso una sensibilità artigianale, molto raffinata e fondata sulla particolare attenzione femminile ai particolari.

Nel lavorare i tessuti, nel tagliarli, formarli o dipingerli quindi ciò che rappresenta innegabilmente il valore aggiunto, oltre all’idea artistica, è il livello di qualità, attenzione e sensibilità del lavoro artigianale.

La stessa attenzione nella lavorazione dei materiali, siano essi tessuti, ceramiche e quant’altro guida anche le scelte di quegli operatori commerciali che vogliono differenziarsi nel grande mercato globale della grande distribuzione per offrire, nell’ambito dei prodotti che servono alla vita di tutti i giorni, quella stessa qualità che vanno cercando i collezionisti che ogni anno si incontrano a Maastricht.

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