Industria e costruzioni, arrivano i robot a eseguire i lavori?

In questi ultimi anni abbiamo assistito a grandi trasformazioni nell’ambito dei “lavori“, con l’ingresso sempre più predominante dell’automatizzazione, sia delle macchine che dei processi, che ormai corrono anche attraverso il Web.

Più macchine al lavoro

Secondo un recente studio di McKinsey, già a breve la computerizzazione potrebbe interessare il 60% dei lavori, con una quota sempre più crescente di attività destinata appunto a essere automatizzata: in particolare, gli esperti della società americana stimano che un terzo di queste opere potrebbe essere completamente affidato ai robot, soprattutto nell’ambito dell’industria e del settore delle costruzioni.

Gli sviluppi della tecnologia

D’altra parte, già adesso è chiara la tendenza verso cui sta andando il mercato, con le macchine che diventano sempre più centrali nelle attività di cantiere grazie alle loro caratteristiche sempre più evolute, in grado di semplificare le operazioni per le imprese. Un obiettivo che si può raggiungere anche grazie al Web, che offre costantemente nuovi servizi per chi opera nel campo delle costruzioni, come la possibilità di acquistare macchinari su portali specializzati: bastano pochi clic, ad esempio, per scegliere un nuovo martello demolitore per gli escavatori su Giffi Market, uno dei leader italiani di questo mercato.

Arrivano i computer intelligenti

Ma presto le macchine potrebbero addirittura “pensare”: è questo l’ambito su cui sta lavorando la branca di Google impegnata sul cosiddetto machine learning, guidata da Ray Kurzweil, che addirittura indica una data entro la quale i computer raggiungeranno il livello di intelligenza degli uomini. Si tratta del 2029, mentre nei successivi quindici anni (e quindi, entro il 2045) ci sarà il “sorpasso” tra intelligenza artificiale e quella umana, con le macchine in grado di creare nuovi e più performanti (e intelligenti) computer, dando vita a una sorta di catena senza fine.

Apprendimento automatico

Con il termine machine learning si identifica quella parte dell’informatica che ha l’obiettivo di studiare il modo in cui i computer possano, per l’appunto, imparare senza essere programmati in maniera diretta dalle persone. L’altra parola di cui si sente sempre più spesso parlare è “unsupervised machine learning“, ovvero l’apprendimento senza tutore, definito dagli esperti di tecnologia un campo promettente, seppur molto complicato.

La situazione di Google

In realtà, già oggi esistono sistemi di macchine intelligenti: la stessa Google, ad esempio, ha sviluppato un sistema artificiale che riesce a filtrare lo spam in Gmail, bloccando in anticipo le mail indesiderate che, in questo modo, non finiscono nella posta in arrivo. Inoltre, anche nella ricerca in Foto sono stati implementati servizi “cognitivi“, che consentono alla piattaforma di riconoscere alcuni elementi presenti nelle immagini quando si fa una richiesta specifica.

Settori complessi

L’altro fronte su cui si sta intervenendo è il riconoscimento di bufale e fake news: un campo “minato”, perché il problema in questo caso sta anche nella definizione di fondo di cosa sia una bufala, davanti a cui gli stessi esseri umani sono spesso in difficoltà (figurarsi quindi le macchine).

Facebook e l’intelligenza artificiale

Anche Facebook sta lavorando molto sull’intelligenza artificiale, con due diverse squadre di programmazione, impegnate rispettivamente sulla ricerca e sullo sviluppo concreto di prodotti e soluzioni; alcuni esempi sono stati già realizzati, come nel caso dei sottotitoli dei video che vengono generati in modo automatico da computer, capaci di riconoscere le voci e di “tradurre” parole e frasi che hanno sentito. C’è poi il sistema di riconoscimento dei volti delle persone “taggate” nelle foto, e ancora il filtro che il software specifico adopera per selezionare il newsfeed che compare sulle bacheche degli iscritti, tarato in base agli interessi degli utenti.

 

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